La costa dell'Abkhazia
 


La regione Abkhazia
Per comprendere meglio la situazione di oggi è utile ripercorrere velocemente le tappe fondamentali della storia recente della regione abkhaza.

L'Abkhazia è una storica regione della Georgia, è situata nel Nord Ovest del paese, confinante con la Federazione Russa , dalla quale è separata dalla catena del Grande Caucaso (confine naturale le cui cime più alte raggiungono i 5000 metri). Il capoluogo dell'Abkhazia è Sokhumi.

Tappe fondamentali della storia recente dell'Abkhazia

L'annessione alla Russia
Una breve indipendenza
Di nuovo la libertà
La guerra civile
La pulizia etnica
Il cessate il fuoco
L'artiglio della Russia
Le proposte di pace
Giù la maschera
Le rispettive posizioni


L'annessione alla Russia
L'annessione manu militari del Regno di Georgia da parte dell'Impero zarista, iniziata nel 1801 e protrattasi per buona parte del diciannovesimo secolo, si è conclusa nel 1864.
L'ultima regione georgiana a cadere, dopo un eroica resistenza, fu proprio l'Abkhazia.


Una breve indipendenza
Con il crollo dell'Impero Russo avvenuto nel 1917 e la ritrovata indipendenza della nazione georgiana nel 1918 , la regione dell'Abkhazia ritorna a fare parte del territorio riconosciuto sul piano internazionale della Georgia libera e democratica.
La libertà riconquistata è purtroppo di breve durata : nel 1921 l'Armata Rossa invade la Georgia che, a seguito di una breve e sanguinosa guerra, perde nuovamente la sua indipendenza e viene incorporata nell'Unione Sovietica.

Anche con l'avvento dei bolscevichi e l'inserimento della Repubblica Socialista Sovietica di Georgia nell'URSS, la regione abkhaza fa parte integrante del territorio georgiano, pur dotata di particolare forma di autonomia amministrativa.



Di nuovo la libertà
In seguito alla caduta del Muro di Berlino ed al distacco dei paesi satelliti dall'URSS, il 9 aprile 1991 la Georgia si proclama nuovamente indipendente , provocando l'ira della Russia che soffre la perdita di influenza su tutte le repubbliche a questo punto "ex -sovietiche".

La guerra civile
Come consequenza di questi fatti cominciano presto nella regione abkhaza dei movimenti contrari al governo centrale georgiano da parte di una minoranza etnica della regione abkhaza.

Nel luglio 1992 la fazione secessionista installa la “capitale” provvisoria nella città di Gudauta, guarda caso sede di un importante base militare russa.

Si scatena una guerra civile che spinge le Nazioni Unite ad intervenire diplomaticamente. Dopo un anno, nell'agosto 1993, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite costituisce l'UNOMIG (United Nations Observation Mission in Georgia).

La pulizia etnica
Purtroppo la guerra civile riprende con ancor più violenza e culmina con il massacro di Sokhumi nel settembre 1993 durante il quale perdono la vita più di 15.000 persone e con la pulizia etnica perpetrata ai danni di circa 280.000 civili cacciati dalle loro case e terre ed obbligati a cercare rifugio in altre regioni della Georgia.
La partecipazione di forze militari russe in appoggio ai separatisti è stata confermata dalla missione UNOMIG.

I fatti di pulizia etnica furono riconosciuti tali e condannati dai vertici dell'OSCE di Budapest (1994), Lisbona (1996) e Istanbul (1999).
In seguito a tale pulizia etnica, nella regione rimasero solamente gli “Abkhazi” che, da minoranza che erano, diventano ovviamente maggioranza.

 

Il cessate il fuoco
Nel maggio 1994, dopo difficili negoziazioni condotte dall'Inviato Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite , a Mosca viene firmato un Accordo sul cessato - il - fuoco e viene deciso di inviare 1300 soldati di pace della CSI (Comunità dei Stati Indipendenti) prevalentemente russi, con il monitoraggio dell'UNOMIG , nella zona tra la regione abkhaza e il resto del paese.

Contemporaneamente, la regione si dichiara unilateralmente indipendente, con Vladislav Arzimba quale cosiddetto “presidente”. Nessun Stato la riconosce.

Segue un periodo di status quo , rotto talvolta da riprese delle ostilità.
Nel febbraio 2002, il Rappresentante delle Nazioni Unite prepara la bozza di un documento riguardante la “Distribuzione delle competenze tra Tbilisi e Sokhumi”, conosciuto come “documento Boden”, approvato dal Gruppo degli Amici sulla Georgia del Segretario Generale delle N.U. (Francia, Germania, Russia, Gran Bretagna e USA). La regione secessionista dell'Abkhazia rifiuta di ricevere il documento perché esso ribadisce la sovranità della Georgia e la sua integrità territoriale.

L'artiglio della Russia
Nel frattempo (2002), la Russia sviluppa dei rapporti ancora più stretti con la regione abkhaza, iniziando il ripristino della linea ferroviaria da Sochi a Sokhumi. Inoltre comincia ad attribuire (fatto molto grave anche perché denota l'esistenza di una strategia abile e subdola, come si vedrà più avanti) la cittadinanza russa agli abitanti della regione abkhaza, violando in modo palese la sovranità georgiana . Immaginiamo, per fare un qualche paragone, che l'Austria inizi a attribuire la cittadinanza austriaca a 90% della popolazione del Veneto o che la Francia faccia lo stesso con il Piemonte….

Nell'ottobre 2004, in seguita all'ammalarsi di Arzimba, avviene un cambio di leadership a Sokhumi e hanno luogo delle cosiddette “elezioni presidenziali”. Il governo russo insieme ad Arzimba appoggia apertamente uno dei candidati, Raul Khadzhimba, con un passato di membro del KGB.
Le elezioni però non vengono vinte da Khadzhimba, ma da un altro candidato, Sergei Bagapsh.
Vi è una crisi politica molto forte durante la quale la Russia esercita con tutto il suo peso delle pressioni che portano ad una nuova “elezione” nel gennaio 2005 con il compromesso che viene eletto Bagapsh come “presidente” e Khadzhimba “vice-presidente”.

La Russia continua la sua politica di sostegno esplicito alla regione secessionista : addirittura Putin, nell'aprile 2005, incontra a Sochi Bagapsh e Kokoiti, il cosiddetto “presidente” dell'altra regione secessionista Ossezia del Sud/Regione di Tskhinvali. Malgrado gli sforzi instancabili della diplomazia internazionale e la presenza sul terreno dell'UNOMIG e dell'OSCE la situazione nella regione dell'Abkhazia si deteriora man mano, arenandosi sul rifiuto abkhazo ad un dialogo che non sia basato sull'indipendenza della regione.



Le proposte di pace
Le proposte fatte dal presidente della Georgia Saakashvili il 28 marzo e 12 aprile 2008, che contemplavano l'attribuzione alla regione abkhaza di uno statuto di “autonomia illimitata” entro le frontiere georgiane , con la garanzia della comunità internazionale, compresa la Federazione Russa, sono stato respinte categoricamente dalle autorità de facto , anche perché da marzo c'è stato una escalation nelle relazioni della Russia nei confronti della regione secessionista :

•  Il 6 marzo la Federazione Russa decide di dissociarsi dalla Decisione espressa dalla CSI nel gennaio 1996 di proibire gli aiuti militari ai separatisti nonché i rapporti economici e commerciali.

•  Il 21 marzo la Duma adotta una risoluzione che chiede al Governo russo di considerare “la convenienza di riconoscere l'indipendenza” dell'Abkhazia (e della regione di Tskhinvali/South Ossetia) in Georgia. Inoltre chiede al Cremino di intensificare gli sforzi per proteggere i cittadini russi nella regione dell'Abkhazia.



Giù la maschera
Ecco dove mirava la strategia iniziata 6 anni orsono. Ricordiamo che dal 2002 la Russia ha distribuito cittadinanza russa ai residenti nella regione dell'Abkhazia, in violazione della sovranità georgiana, creando così dei cittadini russi da proteggere.

•  Il 16 aprile – qualche giorno dopo le proposte del Presidente Saakashvili sull' ”autonomia illimitata” dell'Abkhazia - il Presidente Putin firma un decreto che stabilisce la possibilità per la Russia di, tra l'altro, cooperare nei campi economico, commerciale, sociale, scientifico, culturale, di riconoscere enti legali registrati in Abkhazia (e Ossezia del Sud/Regione di Tskhinvali), di permettere alle Rappresentanze locali del Ministero degli Affari Esteri Russo nel distretto di Krasnodar di svolgere se necessario funzioni consolari per i residenti dell'Abkhazia.

Questo decreto rappresenta il compimento della svolta che la Federazione Russa preparava : è la prima volta che uno Stato prevede il riconoscimento di atti legali e documenti emessi dalle regioni separatiste, ciò mina in modo inequivocabile la sovranità della Georgia.

La regione secessionista abkhaza ha reagito con grande soddisfazione vedendo in questo l'inizio di un riconoscimento.
La comunità internazionale, per prime l'Unione Europea, la NATO e gli USA, ha immediatamente condannato tali misure, chiedendo di ritirarle.


Le rispettive posizioni
Il decreto di Putin, oltre ad essere una violazione della sovranità della Georgia, ha provocato un ulteriore blocco del processo di pace con gravi ripercussioni sulla sorte delle centinaia di migliaia di sfollati e rifugiati.
Quale motivazione può avere adesso la regione secessionista di studiare e dialogare sul piano di pace proposto da Tbilisi nel quale si contempla la più vasta autonomia possibile?

•  Il 20 aprile un drone (aereo disarmato privo di pilota) georgiano viene abbattuto in territorio georgiano, specificatamente nella regione dell'Abkhazia, da un MIG-29”Fulcrum” o SU-27 “Flanker” russo.

Sul video si vede bene come il jet si avvicina al drone e lo distrugge con un missile. Ci si chiede: come mai si trova in territorio georgiano un jet di combattimento russo ?

Alla pubblicazione del video, una delle risposte più comuni è stata : il video è manipolato.

Un mese dopo però, il 26 maggio, vi è la risposta degli esperti della commissione UNOMIG : il video è vero, ed è vero il fatto dell'abbattimento da parte del jet russo.

•  Il 31 maggio unità militari russe delle Ferrovie e del Genio, senza alcun rapporto con le forze di pace, sono entrate in territorio georgiano , specificatamente in Abkhazia, senza previo accordo con il governo della Georgia.

La Georgia chiede il ritiro immediato delle suddette unità militari.

Il 4 giugno Benita Ferrero Waldner, Rappresentante dell'Unione Europea per le Relazioni Esterne, di fronte alla Duma a Mosca, ha detto:
“ L' Unione Europea è preoccupata che le recenti azioni della Russia in Georgia possano compromettere la stabilità dei confini meridionali della Russia. L'U.E. continua a chiedere il totale rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale della Georgia”.

Le reiterate mosse destabilizzanti per la realizzazione del processo di pace prese nei mesi scorsi dalla dirigenza russa non cambiano la volontà che ha la Georgia di regolare i conflitti solamente e unicamente attraverso la diplomazia e attraverso il dialogo.

La Georgia chiede il dialogo diretto con i secessionisti abkhazi, desidera la pace e buone relazioni con i suoi vicini, vuole collaborare con la Federazione Russa.


 


 

 

Abkhazia e Ossezia del sud

 

Strada per Sockumi

 

Guerra in Abkhazia

 

Guerra in Abkhazia

 

La fuga degli sfollati

 

I caduti nella guerra per l'Abkhazia

 

Lago Ritsa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
  Per saperne di più

Articolo di Bernard-Henri Lévy dalla Georgia
Articolo di Oscar Giannino sulla situazione georgiana
Un interessante punto di vista russo
L'Occidentale