Truppe russe invadono la Georgia
 


La regione Ossezia del sud
Purtroppo le sole immagini che possiamo mostrarvi dell'Ossezia del sud sono quelle delle truppe russe che avanzano baldanzose attraverso il Roki Tunnel o superano i posti di confine.
Rievocano ricordi sinistri vero ? Budapest 1956 ? Praga 1968 ? esattamente !

Come si è giunti a questo punto?
Nonostante le molte diversità, rispetto alla situazione abkhaza, prevalgono le similitudini.
L'Ossezia del sud è sempre stata parte della Georgia, non è mai stata uno stato indipendente e al massimo, a seconda dei periodi, ha goduto di una certa autonomia culturale e amministrativa.
In questo caso è veramente difficile parlare di un vero e proprio problema etnico. Villaggi "osseti" in Georgia hanno convissuto per secoli pacificamente in mezzo a quelli georgiani, anzi, spesso entrambe le etnie hanno vissuto negli stessi posti e i matrimoni misti erano piuttosto diffusi.

La Russia, a partire dalla dissoluzione dell'Unione Sovietica, ha fatto coscientemente esplodere una serie di tensioni etniche in gran parte create ad arte dalla politica sovietica delle nazionalità, per esercitare una forte pressione sugli ex paesi satelliti.
Situazioni analoghe non riguardano solo la Georgia ma anche l'Ucraina, la Moldavia e molti paesi dell Asia centrale.

L'Ossezia del sud come il Kossovo?
non vogliamo entrare nel merito della vicenda balcanica ma va sottolineato che la Georgia non ha mai appoggiato l'indipendenza kossovara.
E' corretto inoltre fare notare le vistose differenze tra le due situazioni:

1) Negli anni Novanta, gli albanesi-kosovari furono perseguitati in modo così brutale dal governo di Milosevic che la NATO attaccò la Serbia per mettere fine a quella che numerosi osservatori hanno definito una “pulizia etnica”. Le atrocità serbe nella ex-Jugoslavia non possono essere confrontate con le operazioni militari condotte dalla Georgia in Ossezia

2) A differenza della NATO, la Russia è scesa in campo massicciamente, con l'aviazione, l'artiglieria pesante e i carri armati, violando l'integrità territoriale georgiana e lasciando mano libera ai cosacchi.  

3) In questo ventennio, il Kosovo ha progressivamente adempiuto alla maggior parte delle condizioni che la Convenzione di Montevideo del 1933 ritenne indispensabili per il riconoscimento internazionale di ‘nuovi' stati: avere un territorio definito, una popolazione residente permanente, quella albanese (1,8 milioni di persone), un governo esclusivo, la capacità di intrattenere rapporti diplomatici con altri Paesi. Il Kosovo ha seguito e rispettato le diverse tappe del processo di “nation-building”, passando attraverso libere elezioni, la costituzione di un governo democratico, e la stesura di una carta costituzionale.

4) L'Ossezia non ha una propria integrità territoriale (villaggi georgiani e osseti sono disposti a scacchiera), non ha una popolazione permanente (gli ossetini hanno in prevalenza passaporto russo). Il suo governo provvisorio è isolato dal punto di vista internazionale ed è stato riconosciuto soltanto dalla Russia (quello di Pristina invece da 20 dei 27 membri dell'Unione Europea).
Il Kosovo è stato per anni un protettorato delle Nazioni Unite ed oggi è uno stato sotto la tutela dell'Europa. La secessione dell'Ossezia del Sud non è mai stata nell'agenda del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, che ha archiviato la questione com'è avvenuto con la Repubblica turca di Cipro del Nord.  

Gli sforzi per la pace
Dal 2004, il governo Georgiano ha intensificato gli sforzi per portare il problema all'attenzione della comunità internazionale.
Il 25 gennaio 2005 , il presidente Saakashvili presentò il piano Georgiano per la risoluzione del conflitto in Ossezia del Sud all'assemblea del Parlamento del Consiglio d'Europa , riunito a Strasburgo . Nell' ottobre dello stesso anno, il governo degli Stati Uniti e l' OSCE espressero il loro supporto al piano d'azione Georgiano presentato dal primo ministro Zurab Noghaideli al consiglio permanente dell' OSCE a Vienna il 27 ottobre 2005 .
Il 6 dicembre il consiglio dei ministri dei paesi dell' OSCE , riunito a Lubiana , adottò all'unanimità una risoluzione a supporto del piano di pace Georgiano, che fu successivamente respinta dall'autorità de facto dell'Ossezia del Sud.

Il 5 ottobre 2006 , Javier Solana , l' Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune dell' Unione Europea , espresse la possibilità di rimpiazzare i peacekeepers russi con una forza dell'UE.
Oltre a ciò, il 10 ottobre , l'inviato dell'UE per il Caucaso meridionale Peter Semneby ammise che "Le azioni della Russia nel caso di spionaggio con la Georgia hanno danneggiato la sua credibilità come un peacekeeper neutrale presso i paesi dell'UE vicini al Mar Nero".

Ancora oggi la Russia continua a rifiutare di sostituire la sua presenza con una forza di interposizione genuinamente internazionale.

L'aggressione russa alla Georgia
L'8 agosto la Russia ha aggredito la Georgia. Chi ha sparato il primo colpo? A differenza di molti commentatori che si dicono certi della risposta, noi preferiamo non darla.

Certo è che:
- i russi (i russi, non gli osseti), hanno bombardato obiettivi in tutta la Georgia, distanti anche centinaia di chilometri dall'Ossezia del sud.

- i russi (di nuovo, non gli osseti) hanno occupato Gori e Poti (Poti è addirittura sul Mar Nero).

- i russi hanno distrutto deliberatamente infrastrutture civili e commerciali in tutta la Georgia. Addirittura hanno incendiato i boschi nel Parco Nazionale di Borjomi abbandonandosi così a un puro atto di vandalismo come dei volgari piromani.

- i russi ad oggi 23 agosto, continuano a pattugliare illegalmente strade in territorio georgiano e ad occupare il porto di Poti sul Mar Nero.

 

 

 

 

Blindati russi

 

Truppe russe entrano in Georgia...tristi immagini che ricordano l'invasione nazista della Polonia.

 

Distruzione in Ossezia del sud

 

Soldati georgiani a difesa di Gori

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
  Per saperne di più

Articolo di Bernard-Henri Lévy dalla Georgia
Articolo di Oscar Giannino sulla situazione georgiana
Un interessante punto di vista russo
L'Occidentale